cenni musicali. Raccolta solo indicativa con infinita serie di omissioni forzate e ordine casuale!

lunedì 13 aprile 2009

Assignment n°6: Riflessioni sul Copyright

Questo sesto Assignment mi coglie meno impreparato del solito, nel senso che riguardo ai diritti d'autore avevo già tristemente avuto modo di riflettere, eccome. Dal mio punto di vista, la modalità più schietta e spontanea per discorrere di questo argomento sarebbe il cominciare a inveire con termini ben poco nobili contro l'amata Siae, ma tenterò di trattenermi. Voglio però parlare dei diritti d'autore proprio dal punto di vista soggettivo di un povero gruppo emergente. Non voglio certo usare il termine "artisti" che sarebbe un'offesa per secoli di storia, ancor meno voglio parlare da un punto di vista qualitativo, cosa che forse, oltre la storia, intaccherebbe anche l'umana decenza.
Fate solo conto di avere una passione, di coltivarla, di condividerla con altri, farla crescere con loro, metterci dentro un po' di tue idee, un po' di te stesso, e poi, senza pretese né speranze, volerla far conoscere. E allora col tuo felice sorriso corri alla Società Italiana Autori ed Editori, e sei felice, perchè loro ti capiranno,loro tutelano chi ha passione, chi coltiva, chi condivide, chi fa crescere, chi mette un po' di idee e un po' di sé stesso in qualcosa. E poi? Poi il tuo sorriso vola via trasformandosi in un morbido turpiloquio, mentre in mano ti ritrovi solo qualche foglio con una serie infinita di zeri,e in fondo a questi un noto simbolo: €.
"E va bene, pagherò.." - pensa l'ingenuo artistucolo tornando a casa - "quantomeno mi offriranno un servizio ottimale, al passo con i tempi, capace di coadiuvare la mia volontà di creare". Mentre l'artistucolo chiede questo al proprio futuro, il futuro gli risponderà con una splendida pernacchia.
Niente, il vuoto.
E' vero che, come faceva notare il prof. Formiconi, la situazione è ormai generalizzata, ma è anche vero che, almeno per quanto riguarda l'Europa, l'Italia è ai primi posti come tariffe dei servizi offerti da enti simili. L'avreste mai detto?
Sorvolando il problema economico, purtroppo rimane l'enorme scoglio dato dall'inadeguatezza delle norme di tutti questi enti, nonché dei relativi Stati, rispetto alle nuove forme di comunicazione, di divulgazione, di connessione tanto artistica quanto sociale e, non ultima, quella didattica.
Ci vogliamo muovere signori? O i pancioni non sono abbastanza pieni?

P.S. (16/4/2009) Scrivo in risposta a Tommaso che mi ha citato nel suo blog. Il mio post non vuole denigrare i diritti d'autore, che reputo irrinunciabili per qualunque persona capace di creare o esprimere qualsivoglia forma di arte o conoscenza. Questo articolo è invece indirizzato a coloro che su questa capacità ci speculano, in molti casi tappandone l' oggettiva possibilità di realizzazione. In Svizzera la Suisa (equivalente della nostrana Siae) costa 60 euro totali, non annuali ma definitive. In Italia, con 60 euro al massimo offri un caffè al direttore dell'ufficio Siae. Tutto qui.

0 commenti:

Posta un commento