cenni musicali. Raccolta solo indicativa con infinita serie di omissioni forzate e ordine casuale!

mercoledì 20 maggio 2009

Post n°14: Il Genio (Parte Seconda)

State pur tranquilli: per il Genio non è difficile esternare la propria lucente superiorità. Il Genio stupisce sempre. I suoi assi hanno infiniti semi ed infinite maniche da cui fuoriuscire.

Sorpresa: Il Genio Non si accontenta di creare, e in fondo non si accontenta neanche del dubbio. Sembra appagato nel non essere appagato, è il suo gioco. Giocava. Ancora.

Pensateci: il Genio ha creato, ha giustificato, ha demistificato. E cosa rimane poi? Le vette sono già state raggiunte, le somme creazioni già archiviate. Cosa rimane adesso? La banalità forse? Dormire sulle proprie spine? Sulle verità che risplendono di accurata e fresca invenzione?

No.

Il Genio è molto più di questo. Nasce qui il Vero Genio. Perché il Genio, miei cari, non si accontenta di vincere. La vittoria è per gli uomini stanchi, è una cima dalla quale non si può scendere né salire, è un limite.

Qui il Genio risplende, qui il Genio esorbita: Vince, e poi cede alla sconfitta. E’ una tattica, giuro, non è una scelta casuale. Credetemi: il Genio lo fa per provare tutte le possibilità. Non è idiozia, è che lui ama esorbitare e risplendere. Su tutto. Su di sé.

Ecco adesso respira la Genialità profonda, vera: il Genio ha creato, ha giustificato, ha demistificato, ha raggiunto le vette, ha archiviato le somme creazioni. E adesso gode ancora, gode di più: adesso il Genio è sottomesso, sta perdendo, il Genio è sconfitto da sé stesso, un sé stesso che prende vita a parte, che nasce invece per vincere ancora, stavolta per sempre.

Guardatelo adesso: il Genio osserva la vetta dal basso, la vetta che ha scalato creandola. Guardatelo adesso, il Genio sovrastato dalla vetta che gli impone il proprio pensiero neonato, acerbo. Guardate la sconfitta volontaria del Genio. Non chiedetevi il perché. Non chiedetevi per quale motivo, mentre segue quel pensiero neonato e acerbo, il Genio stia ridendo. E’ facile, è palese: il Genio è felice. Ancora di più. Avanti di un passo ancora: è un nuovo livello di felicità. Non è l’ultimo.

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