Per una persona che c'è ancora, eppure non c'è più.
(Modifica del 21-02-10: Per una persona che non c'è più, eppure c'è ancora.)
C’era un uomo vicino al letto. I suoi movimenti erano lenti, ponderati. L’uomo, troppo vecchio per poter ancora morire,si avvicinò alla finestra con la propria acida danza e da lì respirò la città e le sue imperfezioni, gustandone le curvature e sovrapponendole alle proprie. Giocava il profumo sussurrando simmetrie sacre di un’ultima leggera lacrima notturna, giocavano i bambini con i sogni e giocava anche lui nel veder cambiare tutto fuorché sé stesso: veder scivolare da una finestra il mondo e poterlo osservare. Non voleva salvarlo, solo osservarlo precipitare, da fermo. Da vivo. Vivere assistendo all’esterno che scorre, dal centro. L’opacità dei pensieri altrui costringe l’uomo alla realtà, o almeno una delle infinite tali, e tutto diventa un gioco, ancora una volta: la verità da una parte, l’uomo dall’altra. Scegliete una carta. La indovinerò. Sempre.
L’alba accarezzava fresca un uomo che stringeva forte la propria realtà sciogliendola insieme a una verità. Fra le mani. Le stesse mani che avevano costruito un mondo, con all’interno verità e realtà di demoni, un tempo uomini, un tempo amore. L’uomo vedeva scivolare il mondo e solo nell’istante stesso in cui questo spariva nella nebbia leggera, si rese conto che si trattava del proprio. E da quel momento l’uomo avrebbe accarezzato una nuova alba: nuove parole da costruire, nuovi sentieri a cui attribuire un senso, silenzi in cui di nuovo gli schemi dovranno essere scritti, in cui ciò che è scivolato nella nebbia diventa un demone, ancora. Un morto non può tornare: scegliete una carta, tenetela per sempre.
C’era un uomo vicino a una finestra, e forse c’ero io poco lontano, e c’era un odore di quel che un tempo si chiamava gioia, sotto la stessa alba in cui gioia portava sorriso. C’era la mia realtà, presunta verità, nelle mie mani che ancora niente hanno costruito, poi ho visto scivolare un mondo, il mio, e ho visto un uomo, troppo vecchio per poter ancora morire, guardarmi scivolare via.
E non riconoscermi.
Vuole solo giocare. Lasciatelo giocare. Demoni. Un tempo uomini
Un tempo amore.



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